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Calabroni orientali in Italia: Minaccia per le api mellifere e diffusione di virus - Studio su Frontiers

Calabroni orientali in Italia: Minaccia per le api mellifere e diffusione di virus - Studio su Frontiers

Calabroni orientali in Italia: Minaccia per le api mellifere e diffusione di virus - Studio su Frontiers

Pubblichiamo un interessante estratto della ricerca pubblicata su Frontiers che esamina la diffusione della Vespa orientalis in Italia e il suo possibile ruolo come vettore di virus delle api mellifere. La Vespa orientalis rappresenta una minaccia per la salute e il benessere delle api, poiché si nutre di api adulte, larve e risorse del nido. Questo studio si è concentrato sulla presenza di sei virus delle api mellifere nella Vespa orientalis e ha valutato il potenziale rischio di trasmissione di malattie.

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I risultati della ricerca hanno rivelato che il Virus dell'Ala Deformata (DWV) è il virus più comune, presente in 25 dei 30 campioni esaminati. Seguono il Virus della Paralisi Acuta delle Api (ABPV) con 19 casi positivi, il Virus della Cellula Nera della Regina (BQCV) con 13 casi positivi, il Virus della Paralisi Cronica delle Api (CBPV) senza casi positivi, il Virus delle Api del Kashmir (KBV) con un solo caso positivo e il Virus della Pappa Reale (SBV) con un solo caso positivo. Inoltre, sono state identificate infezioni multiple in 20 dei 30 campioni, con la combinazione più frequente tra DWV e ABPV, spesso associata a BQCV. Un campione ha mostrato la presenza di quattro diversi virus: DWV, ABPV, BQCV e KBV. Questi virus sono ampiamente diffusi negli apiari italiani, suggerendo la possibilità di trasmissione da parte delle api mellifere alla Vespa orientalis attraverso la predazione di api adulte e larve infette, nonché la cannibalizzazione delle loro carcasse. Sebbene non sia ancora chiaro se questi virus siano replicativi nella Vespa orientalis, è possibile ipotizzare che la vespa funga da vettore meccanico nella diffusione di tali virus.

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I metodi utilizzati nello studio hanno coinvolto la raccolta di campioni di Vespa orientalis da diverse località italiane. I campioni sono stati sottoposti a un esame macroscopico per rilevare eventuali alterazioni visibili e a un'analisi biomolecolare per identificare la presenza dei virus delle api mellifere. Sono state utilizzate tecniche come la reazione a catena della polimerasi (PCR) e il sequenziamento genetico per condurre le analisi biomolecolari.

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I risultati preliminari indicano chiaramente la presenza dei virus delle api mellifere nella Vespa orientalis in Italia. Questo solleva seri timori per la salute delle api e la sopravvivenza delle loro colonie. Ad esempio, la predominanza del Virus dell'Ala Deformata (DWV) è particolarmente allarmante, poiché questo virus causa deformità alle ali delle api, compromettendo la loro capacità di volare e nutrirsi. Allo stesso modo, la presenza di altri virus come il Virus della Paralisi Acuta delle Api (ABPV) e il Virus della Cellula Nera della Regina (BQCV) rappresenta una minaccia significativa, in quanto possono causare paralisi e indebolimento delle api.

Al fine di affrontare questa problematica, è necessario adottare misure di controllo mirate per limitare la diffusione dei calabroni orientali e proteggere le api mellifere. Una strategia importante potrebbe essere quella di monitorare attentamente le popolazioni di calabroni orientali in diverse località italiane e identificare le aree ad alto rischio di infestazione. In questo modo, si potrebbe intervenire tempestivamente per prevenire la diffusione dei calabroni e ridurre il loro impatto sulle api mellifere.

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Oltre al monitoraggio, è fondamentale sensibilizzare l'opinione pubblica e gli apicoltori sull'importanza di adottare pratiche di gestione e prevenzione delle malattie. Gli apicoltori dovrebbero essere incoraggiati a implementare buone pratiche di gestione delle arnie, come il controllo regolare della salute delle api, l'adozione di misure di igiene e l'utilizzo di metodi di lotta integrata per ridurre l'impatto dei parassiti e delle malattie.

Inoltre, la ricerca scientifica dovrebbe continuare a approfondire la comprensione delle interazioni tra i calabroni orientali e le api mellifere, comprese le modalità di trasmissione dei virus. Sarebbe utile indagare ulteriormente sulla replicazione dei virus all'interno dei calabroni e valutare se esistono strategie per ridurre la loro capacità di trasmissione.

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Infine, è importante promuovere la diversificazione delle risorse alimentari per le api mellifere. Un'adeguata varietà di fiori e piante può favorire una migliore salute delle api, rendendole meno vulnerabili alle predazioni dei calabroni orientali. In questo contesto, gli sforzi per preservare e ripristinare gli habitat naturali e promuovere pratiche agricole sostenibili sono di vitale importanza.

In conclusione, la diffusione dei calabroni orientali in Italia rappresenta una minaccia significativa per la salute delle api mellifere e la sopravvivenza delle loro colonie. La presenza di diversi virus delle api nei calabroni orientali solleva preoccupazioni aggiuntive riguardo alla trasmissione di malattie. È fondamentale adottare misure di controllo, promuovere buone pratiche di gestione delle arnie e sostenere la ricerca scientifica per affrontare efficacemente questa sfida. Solo attraverso un impegno congiunto tra apicoltori, ricercatori, istituzioni e comunità sarà possibile proteggere le api mellifere e garantire la vitalità degli ecosistemi di cui sono parte integrante.

Fonte della ricerca: Frontiers